Palladiana: materiali, composizione e applicazioni contemporanee
La Palladiana, conosciuta anche come pavimento a scaglia grossa, è una particolare pavimentazione realizzata con frammenti irregolari di marmi pregiati o pietra, ottenendo effetti visivi di grande fascino.

photo © Helenio Barbetta
Ogni frammento di marmo, racconta una storia diversa dando vita a pavimentazioni pezzo unico, espressione del saper fare artigianale. La tecnica della Palladiana si lega alla storia dell’Antica Roma dove le pavimentazioni ottenute con scaglie irregolari di marmo, erano chiamate “opus incertum” e solitamente venivano impiegate per la realizzazione di vie e camminamenti esterni. La tecnica è stata poi perfezionata nel Rinascimento da Andrea Palladio da cui prende il nome. L’architetto della Repubblica di Venezia curò maggiormente la disposizione delle scaglie di marmo, raffinando la tecnica, per creare pavimenti simili a vere opere d’arte in un alfabeto cromatico variegato dato dalle molteplici tipologie di marmo utilizzate. La Palladiana consente infatti di comporre grandi superfici di pavimentazione utilizzando migliaia di piccoli pezzi di marmi pregiati di forme differenti, combinando trapezi, rettangoli, quadrati e triangoli i cui lati variano da pochi centimetri a 15/20 massimo. Successivamente, nel corso del Novecento, tra gli anni Cinquanta e Sessanta la tecnica della palladiana si diffuse particolarmente in quanto permetteva un notevole risparmio sul costo dei materiali, potendo infatti utilizzare gli scarti della lavorazione di marmi e pietre, ottenendo rivestimenti esteticamente soddisfacenti e funzionali.
Materiali e tecniche di lavorazione
Nel corso degli anni la tecnica della palladiana si è perfezionata privilegiando disegni sempre più complessi con l’utilizzo di marmi pregiati e scaglie di piccole dimensioni. La tecnica costruttiva utilizzata attualmente è la stessa dei tempi antichi con la differenza che un tempo come legante si utilizzava la calce mentre oggi si adopera il cemento. Grazie all’incastro perfetto si ottengono rese estetiche differenti. E’ infatti possibile realizzare palladiane uniche giocando con i materiali pregiati, con le diverse sfumature di colore e con le differenti prospettive della messa in posa dei frammenti di pietra.
Spesso il pavimento in palladiana viene confuso con quello alla Veneziana: quest’ultimo prevede l’utilizzo di granuli di marmo; mentre nella palladiana si lavorano scaglie di dimensioni maggiori accostando elementi di differenti forme e misure.
Applicazioni contemporanee
Come rendere l’antica tecnica della palladiana super contemporanea?
Sib Extreme Style di Concrete Solution, è il materiale da sempre utilizzato nei progetti di Krei, che più corrisponde alla rivisitazione in chiave moderna di un classico come la Palladiana, di cui ripropone l’effetto estetico migliorandone le caratteristiche tecniche.
Nella sua versione super contemporanea, la palladiana è molto apprezzata nei progetti di interior design, grazie a materiali innovativi che permettono di ottenere pavimentazioni senza limiti, sintesi di tradizione e sperimentazione.

photo © Da Mariolino, ristorante, Roma
Tra i pregi:
- nessun giunto,
- nessuna crepa,
- infinite possibilità cromatiche,
- basso spessore, solo 8 mm, in modo da non alterare le quote degli ambienti,
- tempistiche applicative ridotte.
Si presenta come un rivestimento di qualità avanzata ottenuto con additivi selezionati, aggregati e cementi speciali, adatto per interni ed esterni.
Tra le qualità uniche di questo materiale spiccano:
- l’elevata resistenza al tempo e all’usura,
- la completa traspirabilità che annulla ogni problema dovuto dalla forte umidità in controspinta. Tra i pregi di questo materiale il basso spessore, solo 8 mm, per la nuova pavimentazione al fine di non alterare le quote degli ambienti.
Tra i progetti, a Roma, in collaborazione con l’architetto Daniele Verducci, Blended è un nuovo concept bar, che mette insieme design e creatività.

© Krei
Una palladiana, progettata con marmi diversi e rivista per una soluzione altamente innovativa e scenografica.
FAQ e Manutenzione
Cos’è la palladiana
È un rivestimento ottenuto con scaglie irregolari di marmo che permettono di ottenere motivi e disegni unici per pavimentazioni e superfici uniche.
La tecnica della palladiana è adatta solo agli esterni
No, è indicata per applicazioni sia interne sia esterne.
La posa segue uno schema preciso
No, la posa è irregolare e viene adattata in fase di installazione in base alla forma degli elementi.
Le scaglie di marmo sono tutte di uguale dimensione
No, gli elementi sono irregolari per forma e dimensione, e questo influisce sulla composizione finale.
Tra gli esempi di una pavimentazione in palladiana:
Pavimento in palladiana classica boutique Bottega Veneta, Roma
Il pavimento palladiano della boutique della griffe del lusso Bottega Veneta, in via dei Condotti a Roma, regala il colpo d’occhio di un intricato tappeto che valorizza la complessa disposizione dei marmi Giallo Siena, Moresco e Radika, sotto le volte dell’ottocentesco Palazzo Della Porta Negroni Caffarelli. Nella progettazione della palladiana l’intento architettonico sembra valorizzare un legame ideale con le iconiche lavorazioni di pellami intrecciati che da sempre caratterizzano gli accessori della maison di moda. La lavorazione signature del brand vicentino, espressione di saper fare artigianale e design innovativo, sembra in un’ideale continuità con le geometrie materiche regalate dal rivestimento in palladiana, regalando un unicum di grande impatto visivo

photo © Bottega Veneta
Palladiana grigia di casa Ortello, Milano
A Milano l’architetto Hannes Peer ha realizzato il progetto della dimora di Roberto Ortello, amministratore delegato del brand di moda N°21, attraverso un’accurata ricerca applicata ai materiali, cotto e marmo per un progetto di estrema matericità. Qui il pavimento, una palladiana grigia che ricorda la Milano di inizio ’900 è la visione contemporanea dell’originale trovata nell’androne del palazzo, un edificio Art Dèco.


photo © Helenio Barbetta
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