Pavimenti in cotto fatto a mano: una storia di tradizione e innovazione

Pavimenti in cotto fatto a mano

Pavimenti in cotto fatto a mano: una storia di tradizione e innovazione

Pavimenti in cotto fatto a mano: una storia di tradizione e innovazione 795 534 Krei

Quando pensiamo ai materiali da utilizzare per una pavimentazione, tra quelli più ricercati sia per esterni che per interni abbiamo senza dubbio il cotto fatto a mano, che rispecchia una storia e una tradizione ricca di innovazione nei pavimenti in cotto fatto a mano.

Esso non può certamente essere annoverato tra i materiali innovativi poiché popola il mondo dell’edilizia già da tempo: la produzione del cotto viene attestata già dal IV millennio a. C., sebbene attualmente si presenti sotto un’altra veste offrendo alla clientela una vasta possibilità di scelta tra varie produzioni e colorazioni.

Il cotto fatto a mano è un materiale completamente naturale composto solamente da argilla impastata con l’acqua che grazie a tecniche di lavorazione assolutamente artigianali si trasforma in un rivestimento caratterizzato da uno spettro cromatico molto ampio che va dal giallo ocra, al rosso amaranto.

Il cotto fatto a mano è un materiale che prevede una cottura a legna per circa 30 ore a 1000° C, che rende questo materiale molto resistente al freddo e al gelo e versatile (in grado di adattarsi perfettamente a qualsiasi stile di arredamento).

Ma quali sono gli impieghi e i metodi di lavorazione? Quali sono le principali tipologie? Scopriamolo insieme.

Pavimenti in cotto fatto a mano: tecniche di lavorazione

Partiamo col dire che il cotto si divide in tra diverse categorie a seconda della tecnica di lavorazione a cui è sottoposto:

  • Cotto industriale: quello che viene trafilato a macchina.
  • Cotto artigianale: viene prodotto senza l’ausilio di macchinari, ma esclusivamente con l’impiego di utensili, quali presse, spatole o rulli.
  • Cotto fatto a mano: è senza dubbio la versione di cotto più pregiata. Non prevede l’ausilio di alcune utensileria e la mano della persona che lo lavora ne dona bellezza e autenticità.

Noi focalizzeremo la nostra attenzione su quest’ultima tipologia: il vero cotto fatto a mano.

L’argilla alla base del cotto viene estratta nelle cave, e successivamente macinata ed eventualmente ripulita dalle impurità. In un secondo momento l’argilla viene impastata con acqua e trattata: l’impasto di acqua e argilla viene posto in appositi stampi per conferire forma e grandezza desiderata e viene lasciato essiccare. Dopodiché si passa alla cottura a legna per circa 30 ore a 1000 °C: un processo importante perché conferisce durezza e resistenza al materiale.

Quella che era la tradizione artigianale si è unita nel corso dei secoli all’innovazione tecnologica, dando vita ad un prodotto con toni e colori caldi e naturali in grado di donare un’atmosfera spontanea e naturale a qualsiasi ambiente.

Impieghi e tipologie di cotto fatto a mano

Per molto tempo il cotto è stato esclusivamente impiegato per il rivestimento di abitazioni rurali, ma oggi, esso domina la tendenza contemporanea di riscoperta dei materiali antichi, per cui il suo impiego è sempre più richiesto sul mercato.
Laffinamento delle tecniche di lavorazione ha reso il cotto un prodotto completo: esso viene utilizzato per la produzione di pavimentazioni e rivestimenti, ma anche per la realizzazione di diversi oggetti come anfore, posacenere e complementi d’arredo.

Le diverse tipologie di cotto possono sintetizzarsi in relazione alle principali aree geografiche delle tradizioni antiche. Vediamone alcune:

  • Cotto umbro: questa tipologia trae le sue origini in un paesino in provincia di Terni. Il cotto umbro si abbina spesso a particolari maioliche e viene sottoposto a processi di smaltaggio adatti al mantenimento delle sue sfumature naturali. Rispetto a quello fiorentino è più chiaro, tendente quasi al giallino.
  • Cotto fiorentino: è senza dubbio uno dei più celebri per la sua fama legata alla storia di materiale da costruzione d’eccellenza della Firenze Rinascimentale (cupola del Duomo di Firenze). Le argille delle colline del Chianti conferiscono al cotto una colorazione leggermente tendente al rossastro, un’ampia versatilità e una buona resistenza.
  • Cotto siciliano: la terra di questo cotto subisce inevitabilmente l’influenza della sabbia vulcanica dell’Etna. Esso è caratterizzato da colori scuri e corposi e da alcune imperfezioni in grado di conferirgli carattere e unicità.

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